L’industria cosmetica italiana continua a dimostrarsi uno dei comparti più dinamici del Made in Italy. Nel 2025 il settore ha raggiunto un fatturato record di 18 miliardi di euro, consolidando una crescita media annua del 6,1% nell’ultimo decennio, un ritmo superiore di oltre sei volte rispetto a quello del Pil nazionale. È quanto emerge dall’Osservatorio 2026 realizzato da Teha – The European House Ambrosetti, in collaborazione con Cosmetica Italia e presentato durante l’Assemblea pubblica dell’associazione a Roma.
Il dato assume un significato ancora più rilevante, se si considera l’intera filiera cosmetica: includendo attività a monte, come packaging, macchinari e materie prime, e i canali distributivi a valle, il valore complessivo generato raggiunge i 49 miliardi di euro, con un valore aggiunto pari a 31,5 miliardi. L’ecosistema della cosmetica dà inoltre lavoro a circa 500 mila persone, di cui 105 mila occupati diretti, e contribuisce alle entrate fiscali nazionali per oltre 10,5 miliardi di euro.
L’Osservatorio evidenzia, infatti, la stabilità della domanda interna: nel 2025 gli italiani hanno speso 12,8 miliardi di euro in prodotti cosmetici. Secondo gli analisti, il comportamento dei consumatori nei confronti del cosmetico mostra caratteristiche analoghe a quelle osservate per i beni legati alla salute, sottolineandone il carattere ormai essenziale nella quotidianità delle persone.
A trainare la crescita resta però soprattutto l’export. Le esportazioni hanno raggiunto il valore record di 8,6 miliardi di euro, in aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente, arrivando a rappresentare il 48% del fatturato complessivo del comparto. La cosmetica si colloca così tra i settori più performanti del Made in Italy. Anche la bilancia commerciale continua a registrare risultati particolarmente positivi: il saldo attivo, che dura da quindici anni consecutivi, ha toccato nel 2025 il massimo storico di 5,1 miliardi di euro.
Accanto ai risultati economici emergono però alcune sfide che potrebbero influenzare la competitività futura del settore. Una delle più rilevanti riguarda la sostenibilità. Le imprese cosmetiche stanno investendo complessivamente circa 300 milioni di euro nella transizione ambientale, con programmi dedicati all’efficientamento energetico, alla riduzione delle emissioni, alla gestione dei rifiuti e all’uso responsabile delle risorse idriche. Si tratta di un percorso che coinvolge l’intera filiera e che richiede regole chiare e stabili per consentire alle aziende di programmare efficacemente gli investimenti.
Proprio per sostenere lo sviluppo del comparto, Cosmetica Italia ha individuato tre priorità strategiche. La prima riguarda la semplificazione e l’armonizzazione del quadro normativo sulla transizione sostenibile, oggi percepito come particolarmente complesso. La seconda punta al rafforzamento degli incentivi per ricerca e sviluppo, con la proposta di elevare al 40% il credito d’imposta destinato alle attività innovative. La terza consiste nella definizione di una vera e propria strategia nazionale capace di valorizzare l’Italian Beauty come elemento distintivo del Paese e leva di sviluppo internazionale.
Un altro tema destinato a diventare sempre più rilevante è quello dell’approvvigionamento delle materie prime. L’approfondimento realizzato da Teha mostra che circa la metà degli ingredienti utilizzati dall’industria cosmetica italiana proviene da Paesi extraeuropei e che circa il 30% arriva dall’Asia. Sebbene le imprese non percepiscano oggi particolari criticità, la dipendenza da fornitori internazionali espone il settore a possibili rischi legati alla continuità delle forniture e alla volatilità dei prezzi. Non a caso, due aziende su cinque stanno già lavorando alla diversificazione dei mercati e dei partner commerciali.
Per il mondo della farmacia questi numeri confermano un trend ormai consolidato: il cosmetico non è più soltanto un prodotto di consumo, ma una componente sempre più integrata nei percorsi di salute, prevenzione e benessere. In questo scenario, la crescita dell’industria nazionale, gli investimenti in innovazione e sostenibilità e il rafforzamento del posizionamento internazionale rappresentano fattori destinati a riflettersi positivamente anche sul canale farmacia, da anni protagonista nella consulenza qualificata e nella valorizzazione della dermocosmesi italiana.
